Wimax in Italia, le societ� potranno operare da gennaio 2008
Finalmente � stato pubblicato il bando di gara per l'assegnazione delle frequenze radio 3,4 -3,6 GHz, quelle su cui viagger� il segnale con la tecnologia WiMax. Lo si attendeva da qualche mese e onestamente non si � capito perch� abbia tardato tanto a essere ufficializzato, visto che rispecchia le indicazioni dettate dal documento stilato dall'Agcom nel maggio scorso. In sintesi il bando prevede che vengano concesse 35 licenze: 21 regionali (le province autonome di Trento e Bolzano corrono indipendenti) e 14 per macro regioni (2 licenze per 7 macro regioni).
Le licenze macroregionali potranno essere assegnate solo a societ� che, oltre ai mezzi per aggiudicarsele, dispongono gi� di "autorizzazioni generali per le reti e i servizi di comunicazione elettronica a uso pubblico" o almeno che possono "dimostrare la propria idoneit� tecnica e commerciale nel settore." Il che riduce sostanzialmente agli operatori telefonici gi� esistenti il diritto di partecipare.
Diverso il criterio di partecipazione per le licenze regionali, per le quali avranno diritto di prelazione quelle societ� che non dispongono di licenze Umts. E qui la gara potrebbe vedere partecipanti diversi dalle aziende tlc. Non � da escludere in tal senso la partecipazione delle Regioni, delle cosiddette utilities (le aziende che forniscono luce, acqua e gas) o del settore immobiliare (le abitazioni raggiunte da banda larga aumentano infatti il loro valore).
Le licenze hanno una durata di 15 anni e nessuno potr� aggiudicarsi pi� di una licenza per macroregione. Tra le garanzie richieste dal bando agli aggiudicatari anche "un particolare impegno nelle aree a digital divide", che se non rimarr� inatteso potrebbe lasciar sperare in un effettivo utilizzo del WiMax per connettere aree del Paese che al momento non possono godere della banda larga via cavo.
La base d'asta sar� di 45 milioni (vedi tariffario stilato dal ministero delle Comunicazioni), sar� interessante vedere come si comporteranno i partecipanti all'asta e quanto lieviteranno i prezzi.
Tra i commenti in rete si segnala un generale scetticismo. Le critiche pi� aspre provengono da Adiconsum e un sostanziale quanto isolato ottimismo viene espresso da Luca De Biase, editorialista del Sole24Ore. Mancano dal bando, come fa notare il guru dei network Stefano Quintarelli, indicazioni sulla gestione delle licenze e della rete che si verr� a creare: sar� obbligatorio concederla all'ingrosso, e se s� a un prezzo stabilito da chi? Infine non � ben chiaro se sulle frequenze assegnate gli operatori potranno erogare anche il WiMax mobile (802.16e) o meno.
Chi parteciper� alla gara dovr� presentare la propria offerta e verso met� gennaio dovrebbero essere aperte le buste e dichiarati i vincitori. Come la vicenda del bando ha per� dimostrato (rinvii su rinvii su rinvii) il condizionale � d'uopo. Come considerazioni finali va ricordato innanzitutto che il ministro Gentiloni, seppur con ritardo sul piano originario, � riuscito nell'arduo compito di liberare le frequenze prima attribuite al ministero della Difesa e di far partire la gara per l'assegnazione. Resta per� il rammarico e la frustrazione di essere arrivati per ultimi in Europa ad avere il WiMax.
Tratto da Visionpost.
Le licenze macroregionali potranno essere assegnate solo a societ� che, oltre ai mezzi per aggiudicarsele, dispongono gi� di "autorizzazioni generali per le reti e i servizi di comunicazione elettronica a uso pubblico" o almeno che possono "dimostrare la propria idoneit� tecnica e commerciale nel settore." Il che riduce sostanzialmente agli operatori telefonici gi� esistenti il diritto di partecipare.
Diverso il criterio di partecipazione per le licenze regionali, per le quali avranno diritto di prelazione quelle societ� che non dispongono di licenze Umts. E qui la gara potrebbe vedere partecipanti diversi dalle aziende tlc. Non � da escludere in tal senso la partecipazione delle Regioni, delle cosiddette utilities (le aziende che forniscono luce, acqua e gas) o del settore immobiliare (le abitazioni raggiunte da banda larga aumentano infatti il loro valore).
Le licenze hanno una durata di 15 anni e nessuno potr� aggiudicarsi pi� di una licenza per macroregione. Tra le garanzie richieste dal bando agli aggiudicatari anche "un particolare impegno nelle aree a digital divide", che se non rimarr� inatteso potrebbe lasciar sperare in un effettivo utilizzo del WiMax per connettere aree del Paese che al momento non possono godere della banda larga via cavo.
La base d'asta sar� di 45 milioni (vedi tariffario stilato dal ministero delle Comunicazioni), sar� interessante vedere come si comporteranno i partecipanti all'asta e quanto lieviteranno i prezzi.
Tra i commenti in rete si segnala un generale scetticismo. Le critiche pi� aspre provengono da Adiconsum e un sostanziale quanto isolato ottimismo viene espresso da Luca De Biase, editorialista del Sole24Ore. Mancano dal bando, come fa notare il guru dei network Stefano Quintarelli, indicazioni sulla gestione delle licenze e della rete che si verr� a creare: sar� obbligatorio concederla all'ingrosso, e se s� a un prezzo stabilito da chi? Infine non � ben chiaro se sulle frequenze assegnate gli operatori potranno erogare anche il WiMax mobile (802.16e) o meno.
Chi parteciper� alla gara dovr� presentare la propria offerta e verso met� gennaio dovrebbero essere aperte le buste e dichiarati i vincitori. Come la vicenda del bando ha per� dimostrato (rinvii su rinvii su rinvii) il condizionale � d'uopo. Come considerazioni finali va ricordato innanzitutto che il ministro Gentiloni, seppur con ritardo sul piano originario, � riuscito nell'arduo compito di liberare le frequenze prima attribuite al ministero della Difesa e di far partire la gara per l'assegnazione. Resta per� il rammarico e la frustrazione di essere arrivati per ultimi in Europa ad avere il WiMax.
Tratto da Visionpost.
Etichette: ADSL e connettivit�, Normative e Leggi, Nuove tecnologie












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