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mercoled� 30 aprile 2008

Sospesa la consultazione online dei redditi degli italiani

Dopo la pubblicazione degli elenchi dei contribuenti online da parte dell'Agenzia delle entrate, ovvero io, tu, il vicino, mio cugino e sua sorella, ma anche dei maggiori esponenti e imprenditori del paese, si � scatenata una serie di polemiche e reazioni, a mio parere pienamente condivisibili, sul diritto alla privacy ed alla riservatezza.

Infatti l'Associazione per la Difesa e Orientamento Consumatori, ritiene che l�iniziativa di Visco costituisca una violazione della privacy e che possa fare un favore a gente senza scrupoli, �dato che sono stati pubblicati dati sensibili sui redditi, ghiotta fonte di informazione per i criminali� ha dichiarato Carlo Pileri, presidente dell�ADOC.

Il Garante della Privacy ha convocato il collegio per esaminare l'intera vicenda e valutare se la pubblicazione online dei redditi non violi la riservatezza dei cittadini.

Al momento quindi, in via cautelare � stata sospesa la consultazione online dal sito dell'Agenzia delle entrate in attesa di un parere del Garante della Privacy.

Questo � il testo del comunicato stampa ufficiale dell'Agenzia delle entrate:

"Elenchi contribuenti, sospesa consultazione online
per delucidazioni al Garante della Privacy


Nei giorni scorsi l�Agenzia delle Entrate ha predisposto e inviato a ciascun Comune mediante sistemi telematici, i relativi elenchi nominativi dei contribuenti che hanno presentato le dichiarazioni dei redditi e dell�imposta sul valore aggiunto relative all�anno d�imposta 2005.

Gli elenchi sono stati resi pubblici ai sensi dell�articolo 69 del Dpr 600 del 1973 e dell�articolo 66 bis del Dpr 633 del 1972.

A causa dell�elevato numero di accessi al sito dell�Agenzia ed al fine di fornire ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali, � sospesa la disponibilit� degli elenchi nella sezione uffici dell�Agenzia delle Entrate territorialmente competenti del sito internet www.agenziaentrate.gov.it

Roma, 30 aprile 2008"





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sabato 1 marzo 2008

Dopo Report RAI 3 inchiesta Guardia di Finanza per vendita Wind-ENEL

Report ha colpito ancora.

La trasmissione di Milena Gabanelli a ottobre scorso ha presentato un servizio firmato da Paolo Mondani che metteva in luce alcuni intrallazzi nel passaggio di Wind da ENEL al gruppo Orascom del magnate egiziano delle telecomunicazioni Naigub Sawiris.

La procura di Roma, dopo la puntata di Report, ha ritenuto opportuno aprire un�inchiesta che ha portato a indagare per corruzione l�amministratore delegato dell�ENEL, Fulvio Conti, e Naigub Sawiris.

Con loro � inquisito anche Alessandro Benedetti, il mediatore della trattativa che si risolse con l�acquisto di Wind da parte della compagnia egiziana e che per questa intercessione sarebbe stato ricompensato con 97 milioni di euro.

Il sospetto � che Orascom avrebbe sborsato delle tangenti, i cui beneficiari sarebbero stati Conti e altri personaggi di rilievo di ENEL e Wind, tra cui Luigi Gubitosi, amministratore delegato di Wind e responsabile finanziario della societ� telefonica.

Nel complesso l�indagine interessa 11 persone (tra i quali molti commercialisti e avvocati) che devono rispondere dell�accusa di corruzione in concorso.

La vendita delle quote di ENEL � stata effettuata al valore di 12,5 miliardi di euro.

Conti si difende affermando che l�operazione � stata effettuata alla luce del sole e che non ci sono state in alcun modo tangenti o azioni opache. Ma tocca alla procura stabilire se dice il vero.

Tratto da Webmasterpoint.





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venerd� 22 febbraio 2008

Il Canone RAI � obbligatorio per il PC?

Il canone da versare annualmente alla RAI TV � obbligatorio per tutti i nuclei familiari che tengono in casa almeno un televisore di qualsiasi tipo.

Fin qui, nulla di nuovo. Ma la RAI non � paga delle quote degli abbonamenti e tenta di incalzare anche coloro i quali, stanchi della banalit� e dell�insipienza dei contenuti televisivi trasmessi, hanno deciso di disfarsi del televisore e fanno uso solamente del computer per informarsi o intrattenersi.

Per capirci di pi� ADUC, l�Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori, ha interpellato direttamente gli organi competenti della RAI per avere una risposta univoca in merito a chi fossero effettivamente i cittadini obbligati a pagare il canone.

Stando a quanto dichiarato da alcuni esponenti della RAI tra quelli che potrebbero essere tenuti alla tassa televisiva potrebbero figurare anche coloro i quali hanno in caso soltanto un videocitofono!

Altrettanto poco chiaro, peraltro, � il problema del rapporto tra le aziende e il canone. Tutte le aziende sono tenute a pagarlo? O altrimenti quali s� e quali no e a quali condizioni?

In risposta all�insistenza dell�ADUC la RAI si � limitata a inoltrare l�istanza di chiarimento all�Agenzia delle Entrate, riservandosi di fornire ulteriori precisazioni in merito appena possibile.

Frattanto una prima risposta � arrivata dalla Cassazione, che ha attribuito il compito di valutare la validit� delle ragioni opposte dal cittadino a cui � stato contestato di non avere pagato il canone alla Commissione Tributaria della provincia in cui � residente il cittadino stesso.

Il cittadino adesso � un po� pi� garantito dagli artigli di una RAI un po� troppo vorace...

Tratto da Webmasterpoint.





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luned� 11 febbraio 2008

Licenza Windows XP meno cara per i computer usati

Microsoft ha ridefinito delle nuove licenze di Windows XP per arginare la piaga delle copie piratate.

Quando si acquista un computer di seconda mano, dato che la licenza appartiene all�azienda o al privato che l'aveva acquistato, l�azienda o un privato che lo compra deve riacquistare tutti i software installati, a meno che i computer ricondizionati non abbiano un certificato di autenticit� (COA) o i CD di ripristino.

Per venire incontro a chi si possa trovare in casi del genere, e anche per combattere il rischio di copie pirata o non licenziate, Microsoft ha messo a punto delle nuove licenze di Windows XP.

Si tratta del programma Microsoft Authorized Refurbisher (MAR), che intende appunto favorire la rivendita dei computer meno performanti, evitandone la rottamazione o il passaggio a sistemi operativi Open Source, vedi Linux.


Ma forse � proprio la competizione contro l�Open Source l�obiettivo delle nuove licenze, infatti in questo modo la Microsoft vuole incoraggiare gli utenti a mantenere come sistema operativo Windows per far funzionare i computer usati o ricondizionati, il tutto spendendo poche decine di euro.

Considerando poi l�abitudine all�uso di Windows e la sua attuale diffusione, magari anche un po di pigrizia nel provare e sperimentare nuovi sistemi operativi, � probabile che come soluzione venga scelta dalla maggior parte degli utenti.





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domenica 10 febbraio 2008

Unione Europea: bollini SIAE non necessari su DVD e CD

Lo strapotere della SIAE, la Societ� Italiana Autori ed Editori, ha subito un forte smacco da parte dell�Unione Europea.

L�Unione Europea infatti non riconosce come validi i marchi della SIAE espressi attraverso i bollini apposti su CD e DVD in vendita al pubblico e permette la vendita degli stessi, provenienti ad esempio da differenti paesi dell�Europa, anche se privi del contrassegno SIAE.

La sentenza � stata emessa dalla Corte di Giustizia europea, evidenziando come la SIAE ha introdotto in Italia una norma che non rispettava i dettami dell�Unione Europea, imponendo quindi una forma di controllo del mercato illegittima.

La decisione della Corte in questo senso pone dei nuovi limiti all�onnipresenza della SIAE, da molti sentita piuttosto una forma di sistema parassitario e protezionistico sui diritti d�autore piuttosto che un vero e proprio organo di tutela.

A generare il pronunciamento della Corte � stato il caso di una controversia legale nata tra il cittadino tedesco Karl Josef Wilhem Schwibbert, legale rappresentante della societ� KJWS con sede a Pievesistina, in Germania, e la Societ� Italiana degli Autori ed Editori.

Questa aveva contestato a Schwibbert l�illecita commercializzazione di CD ROM in Italia sprovvisti del bollino SIAE tramite vendita on line. L�Unione Europea per� ha riconosciuto i diritti di Schwibbert, aprendo un nuovo orizzonte al mercato di CD e DVD in Italia.

Tratto da Webmasterpoint.





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sabato 9 febbraio 2008

Nuove leggi per diffondere Adsl e concorrenza prezzi

Sta per nascere una nuova Autorit� europea delle Telecomunicazione.

L'Unione Europea, dopo aver monitorato con attenzione la situazione del mercato dei collegamenti Internet, ha deciso di creare una nuova Autorit� Europea del mercato delle Telecomunicazioni che controller� e promuover� nelle singole nazioni la banda larga.

Consentire ai cittadini europei, ovunque si trovino e ovunque viaggino nell'UE, di beneficiare di servizi di comunicazione di migliore qualit� e a prezzi pi� accessibili, sia per la telefonia mobile che per il collegamento veloce a Internet a banda larga che per la televisione via cavo.

E' questo l'obiettivo che la Commissione Ue ha inteso raggiungere adottando oggi le proposte di riforma delle norme UE in materia di telecomunicazioni.

Il "pacchetto di riforme delle telecomunicazioni" che dovrebbe diventare legge entro la fine del 2009 ha queste caratteristiche:

- nuovi diritti per i consumatori, ad esempio il diritto di cambiare operatore di telecomunicazioni in 1 giorno, il diritto a informazioni tariffarie trasparenti e confrontabili, la possibilit� di chiamare numeri gratuiti dall'estero e maggiore efficienza del numero unico europeo di emergenza (112);

- una pi� ampia scelta per i consumatori grazie ad una maggiore concorrenza, in particolare offrendo alle autorit� nazionali di regolamentazione il nuovo rimedio della separazione funzionale degli operatori di telecomunicazioni dominanti;

- una maggiore sicurezza nell'uso delle reti di comunicazione, in particolare grazie a nuovi strumenti di lotta contro gli spam, i virus e altri attacchi informatici;

- un "New Deal" dello spettro radio, la spina dorsale dei servizi di comunicazione senza filo, per incoraggiare gli investimenti in nuove infrastrutture e assicurare "l'accesso alla banda larga per tutti". Nelle zone rurali dell'UE in media solo il 72% della popolazione ha accesso alla banda larga.

La Commissione intende ridurre questa "frattura digitale" mediante una migliore gestione dello spettro radio e rendendo disponibile lo spettro per servizi senza filo a banda larga nelle regioni in cui la costruzione di una nuova infrastruttura in fibra ottica sarebbe troppo costosa. La migrazione dalla televisione analogica alla televisione digitale liberer� una parte consistente dello spettro radio (il cosiddetto "dividendo digitale") che pu� essere utilizzato a questo scopo;

- una migliore regolamentazione del settore delle telecomunicazioni mediante la liberalizzazione dei mercati la cui l'apertura, realizzata sotto l'impulso dell'UE, ha gi� permesso di instaurare la concorrenza. Ci� permetter� alla Commissione e alle autorit� nazionali di regolamentazione di concentrarsi sui principali ostacoli, quale ad esempio il mercato della banda larga;

- controllori pi� indipendenti per garantire una regolamentazione equa nell'interesse dei consumatori. Troppo spesso le autorit� di regolamentazione del settore delle telecomunicazioni conservano stretti legami con l'operatore dominante che, in molti paesi, appartiene in parte al governo nazionale.

La riforma UE delle telecomunicazioni mira a rafforzare l'indipendenza dei controllori nazionali delle telecomunicazioni sia dagli operatori che dai governi.

Infine una nuova Autorit� europea del mercato delle telecomunicazioni assister� la Commissione e le autorit� nazionali di regolamentazione delle telecomunicazioni nell'assicurare l'applicazione uniforme, indipendente e senza protezionismi delle regole del mercato e delle norme di tutela dei consumatori in tutti e 27 gli Stati membri dell'UE. Perch� abbiano valore di legge, le proposte della Commissione devono essere approvate dal Parlamento europeo e dal Consiglio dei Ministri dell'UE.

Tratto da Help Consumatori.





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domenica 27 gennaio 2008

Siti P2P in Italia legali, lo dice una sentenza del tribunale

Cosa � legale in Italia per quello che concerne lo scambio di file in rete? Chi frequenta siti come emuleitalia.net, bittorrent.com o altri forum on line dedicati al P2P � passibile di incriminazione per reati contro i diritti d�autore?

Il PM Paolo Giorgio Ferri ha chiarito che frequentare siti generici in cui vengono date delle informazioni su come scaricare in rete file in modalit� peer-to-peer non costituisce reato, dal momento che la semplice visita a questi portali non implica immediatamente che l�utente si dedicher� allo scaricamento di materiali protetti dal diritto d�autore, anche in quei casi in cui � prevista la registrazione dell�utente.

In questo senso, per avviare un�azione legale capace di colpire con successo un utente che pratica lo scaricamento in modalit� P2P dovrebbe potere essere accertato il download di file tutelati, ma questa operazione � tutt�altro che immediata.

Raccogliere prove in questo senso � estremamente difficile.

Rimane per� il reato per cui, se un utente viene in qualche modo colto in flagrante a scaricare file, � punibile per violazione del diritto d�autore.

Punto Informatico riferisce il commento di Fiorello Cortiana, uno dei membri della consulta sulla governance di Internet: �Il Tribunale di Roma ha molto saggiamente distinto le responsabilit� personali delle azioni messe in atto nello spazio virtuale di Internet da quelle dei servizi e delle applicazioni per la navigazione in rete�.

In questo senso l�auspicio � che questa affermazione dei giudici �faccia giurisprudenza e metta fine ai tentativi oscurantisti e impraticabili di precludere la Neutralit� della Rete, favorendo invece gli sviluppi delle pratiche innovative virtuose come l�introduzione del fair use e l�uso delle licenze Creative Commons�.

Tratto da Webmasterpoint.




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marted� 15 gennaio 2008

Arriva anche in Italia la Banca dati Dna

Il Governo, nell'ambito del nuovo DDL sulla sicurezza, ha creato la Banca nazionale del Dna, collocata nell'ambito del Dipartimento per la pubblica sicurezza del ministero dell'Interno e il Laboratorio centrale della Banca dati presso il Dap del ministero della Giustizia.

La banca raccoglie i profili di Dna di soggetti che hanno commesso particolari reati, di persone scomparse o di cadaveri non identificati. Raffronta i profili raccolti, ai fini dell'identificazione dell'autore di un reato. Il laboratorio estrae profili del Dna e conserva reperti biologici.

Il Dna pu� essere prelevato:

a) a soggetti in carcere o agli arresti domiciliari;

b) a chi � arrestato in flagranza di reato o sottoposto a fermo di indiziato di delitto (prelievo dopo la convalida del giudice;

c) ai detenuti o destinatari di misure alternative alla detenzione in seguito a sentenza irrevocabile per delitto non colposo;

d) a soggetti con misura di sicurezza detentiva, definitiva o provvisoria.

La banca pu� essere consultata solo dal personale addetto e autorizzato, secondo modalit� che ne consentano la tracciabilit�. Gli abusi sono puntiti con la reclusione da uno a 3 anni.

In caso di assoluzione con sentenza definitiva � prevista la cancellazione dei profili di Dna acquisiti.

I dati, altrimenti, sono conservati per un massimo di 40 anni per i profili e per un massimo di 20 anni per la conservazione di campioni biologici.

Due le figure di garanzia: il garante per la protezione dei dati personali e il Comitato nazionale per la biosicurezza e le biotecnologie.

Tratto da Webmasterpoint.





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venerd� 11 gennaio 2008

Garante Privacy, troppe telecamere e videocamere di controllo

Franco Pizzetti, presidente del Garante della Privacy, ha denunciato l�eccessiva presenza di videocamere e telecamere in Italia, una sovrabbondanza che mette a rischio la tutela della privacy dei cittadini.

Contrario alla riduzione del numero dei sistemi di videosorveglianza � invece il Ministero dell�Interno, che li ritiene un ausilio apprezzabile alla lotta contro la criminalit� e l�illegalit�.

Si trovano telecamere ai semafori, nelle stazioni, davanti alle banche o agli uffici pubblici e perfino nei cimiteri e davanti alle moschee.

Cos� Pizzetti osserva in modo assennato che �il punto di equilibrio � dato dal bilanciamento fra il bisogno di sicurezza e la paura di essere cos� controllati da perdere ogni libert�.

In sostanza si pu� essere disposti a rinunciare a una porzione della propria libert� di non essere riconosciuti, ma ovviamente a condizione che questo corrisponda a un autentico e reale aumento della protezione da parte dello stato.

Quello che resta indiscusso � la dimensione economica del business delle telecamere: tra nuove installazioni, manutenzione e controlli ogni anno il giro d�affari � di circa 1.700 milioni.

Con il problema che per�, sovente, solo una percentuale ridotta delle telecamere posizionate � realmente funzionante.

A Napoli, che il Ministro dell�Interno Minniti auspic� un anno fa di trasformare nella citt� pi� videocontrollata d�Italia, solo la met� delle 440 videocamere collocate � effettivamente funzionante.

Un modo non proprio soddisfacente di impiegare i soldi delle tasse...

Tratto da Webmasterpoint.





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domenica 6 gennaio 2008

Bloccare P2P da parte dei gestori � illegale

Aduc affronta il tema della limitazione della banda da parte dei gestori, bloccare specificamente un particolare software/sito � illegale.

"Ci giungono sempre pi� segnalazioni su come alcuni gestori telefonici stiano bloccando l'accesso ad alcuni protocolli Internet, come ad esempio il Peer-to-Peer (P2P), in altre parole, durante parte della giornata, per gli utenti � impossibile accedere a specifici siti e programmi.

Per i gestori, questa pratica � necessaria per evitare un eccessivo intasamento della rete nelle ore di punta, intasamento causato da pochi ma che colpisce tutti gli utenti.

Se porre limiti alla banda � legittimo per gestire problemi di traffico della rete (sempre che non si violi il minimo garantito dal contratto), bloccare specificamente un particolare software/sito e� illegale.

Ad esempio, guardare un programma RaiTv in streaming pu� richiede molta pi� banda di quella necessaria a diverse modalit� d'uso di P2P. Se lo scopo � davvero quello di limitare la banda per tutti affinch� sempre tutti ne possano usufruire, perch� non limitare anche l'accesso al sito Internet della Rai o a qualsiasi altro sito/programma pesante?

In breve, il gestore ha il diritto ed anche il dovere di gestire il traffico, ma lo deve fare secondo criteri di obiettivit�, trasparenza, non discriminazione e proporzionalit�.Altrimenti, si e� di fronte ad una triplice violazione:

1. Violazione del Codice delle comunicazioni elettroniche. I gestori di Adsl non dovrebbero avere la facolt� di limitare l'accesso a particolari siti o programmi -proprio come i gestori telefonici non possono imporci chi e quando chiamare, o i benzinai non possono dirci quale strada si pu� o non pu� percorrere. Offrire al gestore la possibilit� di censurare quello specifico software/sito/utente � un principio pericoloso che mette a rischio il diritto alla libert� di pensiero e alla sua diffusione protetto dalla Costituzione, nonch� dal Codice delle comunicazioni elettroniche (d.lgs. 259/2003). (1)

2. Violazione contrattuale. � illegittima la pratica se le condizioni generali di contratto non prevedono specificamente il blocco del P2P o di altri programmi. Anche ove il contratto genericamente prevedesse una limitazione della banda in caso di intenso traffico sulla rete, il blocco esclusivo e mirato di P2P -certamente non l'unico protocollo a pesare sulla rete (si pensi alle videoconferenze tramite Voip, voice over Internet Protocol)- costituirebbe comunque violazione della legge.

3. Violazione della concorrenza. Un esempio su tutti. Negli Usa, Comcast -il secondo maggior gestore di Adsl- sta limitando l'accesso a programmi P2P, proprio come Tele2 ed altri gestori qui in Italia. Poich� molte TV online usano il protocollo P2P, il comportamento di Comcast �che � anche il pi� grande gestore di Tv via cavo- colpisce direttamente la concorrenza. Tale scenario potrebbe presto verificarsi anche in Italia. Con la scusa del troppo traffico, per esempio, Telecom Italia potrebbe rendere difficoltoso agli abbonati Alice Adsl l'utilizzo del protocollo Voip per telefonare ed effettuare videoconferenze tramite Internet, danneggiando cosi' altri operatori come Skype o Eutelia Voip.

Tratto da Aduc.




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mercoled� 2 gennaio 2008

Telecom richieder� il pagamento Adsl senza linea?

Nessun venditore pu� pretendere di fissare o di aumentare i prezzi con efficacia retroattiva.

Eppure Telecom Italia oggi si prepara ad emettere fatture per le linee solo dati per il periodo da Febbraio 2006 a giugno 2007, con una retroattivit� di 14 mesi.

Il problema � nato quando Telecom Italia ha realizzato che gli abbonamenti senza fonia consentivano agli utenti di risparmiare sul canone telefonico scegliendo servizi VoIP su linea solo dati.

A questo punto Telecom Italia ha iniziato ad esigere una canone periodico in aggiunta al solo contributo di attivazione da essa previsto per tali linee.

Giusto o sbagliato che la richiesta di un canone aggiuntivo, non ci pare equo ed opportuno che tale richiesta venga effettuata retroattivamente, per di pi� per un periodo di oltre un anno. L�Associazione Italiana Internet Provider, chiede pertanto che Telecom Italia riconsideri immediatamente il suo progetto di fatturazione retroattiva.

Il grave disorientamento che ne deriverebbe all�utente sarebbe insanabile, se passasse il principio dei prezzi indeterminati. Ci� causerebbe una grave distorsione del rapporto che ogni operatore ha con la clientela finale, su cui questo aumento andrebbe sicuramente ad incidere e ci� senza valutare affatto la valenza anticompetitiva di tale condotta.

Ove Telecom Italia persista nelle proprie intenzioni essa si renderebbe responsabile di un grave pregiudizio all�intero mercato dei servizi a larga banda, mercato gi� anemico in Italia e con scarsa concorrenza, come confermato dalla quota di mercato detenuta da Telecom Italia, che non ha pari nei paesi sviluppati.

Tratto da i-dome.

Anno nuovo, nuovi problemi, insomma tutto come prima per noi "poveri" utenti...

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venerd� 28 dicembre 2007

Wimax a Bolzano: Internet gratis grazie all'autonomia della Regione

Il comune di Bolzano adotter� il WiMax per completare l'infrastruttura a fibra ottica presente in citt� e garantire la copertura completa del territorio comunale e l'accesso in banda larga a Internet.

Il via libera al progetto � stato dato nella seduta del Consiglio Comunale di qualche giorno fa e l'iniziativa � stata illustrata durante la presentazione del Piano strategico.

La decisione � stata resa possibile dal particolare statuto che permette alle Province di Bolzano e Trento di decidere in piena autonomia rispetto al governo centrale.

Cos�, in attesa dell'asta bandita dal ministro Gentiloni per assegnare le frequenze WiMax per la copertura del territorio nazionale (asta contro la quale gi� pendono alcuni ricorsi che la ritarderanno) Bolzano ha deciso di anticipare i tempi e di pensarci da sola.

Pietro Cal�, amministratore delegato della locale Azienda Energetica lo ha definito una "innovazione tecnologica", mentre Mario Farias, direttore di Digilab, ha proposto lo sviluppo di una piattaforma televisiva digitale terrestre per portare sulla TV i servizi e le opportunit� promosse dal Comune.

Attorno alla rete WiMax stanno nascendo altri progetti, a Bolzano, il primo � quello che monitorer� i tempi di attraversamento all'interno della citt� per fornire un servizio che consenta ai cittadini di programmare i propri spostamenti per evitare gli ingorghi e i contrattempi.

Tratto da Cellulare Magazine.

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domenica 23 dicembre 2007

Migliaia di richieste di pagamento potrebbero arrivare da Telecom agli utenti truffati dai Dialer

Per colpa di un errata interpretazione della delibera 107/07 emanata dall�Agcom (Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni) la Telecom potrebbe dare il via a migliaia di azioni di recupero credito nei confronti di altrettanti utenti truffati dai dialer o comunque da chiamate verso numeri speciali mai effettuate.

Insomma dopo il danno anche la beffa� Per cercare di risolvere l�anomala situazione � intervenuta MDC (Movimento dei Cittadino) che in articolo del 12 ottobre scorso pubblicato nel proprio sito web descrive il suo intervento per cercare di contrastare questa nuova �assurdit� italica�.

Migliaia di azioni di recupero crediti ai danni degli utenti della telefonia. Questo il rischio che il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) sta cercando di evitare disinnescando quella che potrebbe trasformarsi in una vera e propria bomba giudiziaria ai danni delle famiglie.

A seguito di un'anomala interpretazione di una delibera dell'Autorit� Garante delle Comunicazioni, la 107/07, infatti, Telecom Italia starebbe apprestandosi ad avviare migliaia di azioni per il recupero forzoso dei crediti derivanti dai famigerati dialers e da numeri speciali di altro operatore e servizi a sovrapprezzo mai richiesti dagli utenti.

"Abbiamo immediatamente interpellato l'Autorit� - spiega l'avv. Francesco Luongo, responsabile del Dipartimento TLC del Movimento Difesa del Cittadino - che ha convocato una riunione d'urgenza con le Associazioni dei consumatori, che si terr� proprio oggi pomeriggio a Roma. Ribadiremo come l'interpretazione di Telecom sia assolutamente in contrasto con le attuali norme di tutela dell'utenza e speriamo che l'Agcom intervenga per chiarire quello che potrebbe diventare un pericolosissimo equivoco".

Il Movimento Difesa del Cittadino ricorda anche che �, e resta, di grande importanza per i consumatori contestare immediatamente il traffico anomalo derivante da numeri speciali e per questo ha messo a disposizione una nuova modulistica on line per i richiami sul sito www.mdc.it

In mancanza di reclamo, infatti, l'utente potrebbe subire il distacco della linea o un'azione giudiziaria, senza neppure la garanzia del tentativo di conciliazione, non pi� necessario per il recupero dei crediti da parte delle aziende.

Tratto da Anti-phishing.

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marted� 18 dicembre 2007

ADSL, Telecom con il Governo per ridurre il digital-divide

Il territorio italiano non � coperto in modo uniforme dalla banda larga. A causa della complessa geomorfologia dello Stivale, la penetrazione dei servizi ADSL non � ancora perfettamente capillarizzata dappertutto e sono numerose le aree ancora del tutto scoperte.

Al fine di ridurre questo consistente fenomeno di digital divide interno al nostro paese � stato siglato un accordo tra il Ministero delle Comunicazioni, Telecom Italia e Infratel.

La firma congiunta porter� a fare partire un�azione coordinata che progressivamente ridurr� il digital divide fino all�eliminazione completa di aree sprovviste di connettivit� ADSL.

Come dichiarato in una nota emessa dallo stesso Ministero delle Comunicazioni, gli obiettivi del patto sono:

�Condividere le informazioni circa la pianificazione degli interventi nelle aree in digital divide tenendo conto dei programmi di infrastrutturazione assunti dal Ministero in accordo con le Regioni e dei programmi di investimento dell�azienda;

ottimizzare i tempi di abilitazione delle infrastrutture realizzate rispetto agli interventi necessari di adeguamento delle proprie centrali da parte dell�Azienda;

definire i requisiti tecnico-economici per l�acquisizione da parte di Telecom delle infrastrutture di telecomunicazioni (fibra ottica e infrastrutture di posa);

individuare le forme eventualmente perseguibili di sinergia sul territorio, in correlazione alle rispettive missioni ed obiettivi, per creare un�infrastruttura evoluta ed integrata abilitante alla banda larga strumentale all�erogazione di servizi evoluti ed innovativi a servizio delle aree oggetto d�intervento;

valutare l�impiego di tecnologie innovative in grado di abbattere i costi e i tempi di realizzazione delle infrastrutture�.

Tratto da Webmasterpoint.

Speriamo che dopo tante parole e buoni propositi (quelli non mancano mai) almeno questa volta si passi ai fatti... (prima della prossima era glaciale ;-)

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sabato 15 dicembre 2007

Numeri 899 e 892, bollette gonfiate e nessuno interviene

L�ADUC, l�Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori, ha segnalato ripetutamente al Ministero delle Comunicazioni numerosi casi di bollette del telefono gonfiate a causa di chiamate verso numeri con prefisso 899 e 892 o numeri satellitari che, senza una chiara informazione preventiva al consumatore, salassano gli utenti.

La richiesta al Ministero era volta a capire quali fossero gli interventi praticati dalle autorit� preposte per controllare l�uso spesso scorretto che i gestori di numeri a pagamento come gli 899 e gli 892 attuano nei confronti dell�utenza.

Purtroppo il Ministero di Paolo Gentiloni non ha dato risposte chiare e rassicuranti. Innanzi tutto l�ADUC ha svelato che sono solo due le persone che si occupano delle segnalazioni degli utenti. Poi, bench� esista un apposito Osservatorio permanente per la sicurezza e la tutela delle reti e delle comunicazioni, che ha tra i suoi compiti il monitoraggio e il controllo delle frodi nelle telecomunicazioni, l�ADUC non � mai riuscita a parlare direttamente con uno degli addetti che ci lavora.

In pi� il paradosso: un sistema automatico che chiama i numeri telefonici esistenti con prefissi sospetti ha rilevato alcuni numeri con tariffazione elevatissima. La ripetuta operazione ha portato a totalizzare un debito del Ministero verso questi numeri di circa 20.000 euro, che il Ministero alla fine ha pagato, o almeno cos� � stato riferito alla ADUC.

Facendo un bilancio dei numeri a pagamento, il Ministero complessivamente ha concesso circa 140.000 numeri 899, che devono versare un contributo annuo di appena 50 euro, contro tariffazioni che possono arrivare anche a 15 euro per ogni telefonata ricevuta.

Gli 892 invece costano di pi�, 27.500 euro di contributo all�anno, ma facendo una derivazione tramite un centralino si ha la possibilit� di ricevere in contemporanea un centinaio di chiamate. In questo modo il costo reale per ogni canale derivato si riduce a poche centinaia di euro. L�operazione � illegale, ma i controlli non esistono.

In sostanza, il Ministero sembra assente. Forse quello dei numeri a tariffa non � il primo problema da risolvere che ha il Ministero di Paolo Gentiloni, ma vista la quantit� di truffe che ogni giorno i cittadini subiscono attraverso questi canali, forse sarebbe il caso di dare un po� pi� di attenzione alla situazione...

Tratto da Webmasterpoint.

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venerd� 14 dicembre 2007

Cosa sono le catene di Sant'Antonio e come evitarle

Nell'era di Internet le catene di Sant'Antonio trovano ancora il modo di veicolare false informazioni e soprattutto di creare danni...

Si passa dalle leggende metropolitane per arrivare alle crisi mistiche, l'importante e che chi le mette in circolo trovi qualcuno che le faccia girare per ottenere il proprio scopo.

Ma vediamo in quante tipologie si ramificano e soprattutto perch� non dobbiamo dare peso a queste mail e magari invitare i nostri amici/conoscenti a non farle circolare, anzi, a fermarle il prima possibile cestinandole, per evitare problemi (spesso seri) di sicurezza per i nostri PC ed anche per non incorrere in problemi di natura legale, molti sembrano dimenticarlo ma in Italia abbiamo una Legge sulla Privacy che ha norme molto precise.

Le moderne catene di Sant'Antonio sono legate a filo doppio ad altri fenomeni tristemente noti di internet, come lo spam, le "bufale" (hoax), leggende metropolitane, virus o i cosiddetti "sistemi piramidali".

Queste catene diffuse via e-mail hanno precisi temi ricorrenti:
1) la classica "lettera portafortuna", spesso corredata da un breve testo educativo e buonista
2)la richiesta di aiuto per bambini gravemente malati
3)cuccioli da salvare
4)notizie sconvolgenti provenienti da un'altra nazione da diffondere al pi� presto
5)la promessa di un facile e rapido arricchimento
6)la minaccia di sfortuna o di morte
7)l'eredit� che aspetta di essere condivisa proprio con te
8)un file nascosto sul tuo PC assolutamente da cancellare perch� � un virus a tempo
9)appelli umanitari o allarmi per ipotetiche emergenze sanitarie
Di sicuro ne ho dimenticata qualcuna, ma penso vi siate fatti un'idea di massima...

Questi messaggi puntano al lato emotivo del destinatario e sono storie completamente false, inventate o riadattate e la loro diffusione � basata sulla disattenzione dei destinatari, che non verificano con cura le informazioni riportate e, basandosi solo sul fatto che conoscono la persona da cui hanno ricevuto il messaggio, lo girano immediatamente ai loro contatti nella rubrica.

In circolo vizioso � aggravato dalla tendenza degli utenti inesperti a inoltrare il messaggio senza cancellare i dati dei destinatari precedenti o anche la propria firma e indirizzo. In questo modo per un malintenzionato � possibile risalire all'identit� degli utenti, ricostruire la loro cerchia di contatti e tentare vere e proprie truffe utilizzando i metodi dell'ingegneria sociale.

Le catene di sant'Antonio che chiedono di inoltrare il messaggio sono generate da appositi professionisti che gestiscono un marketing illegale di indirizzi e-mail. Avviando una catena di questo tipo, lo spammer pu� ricevere di ritorno, senza fatica, migliaia di messaggi, dai quali potr� estrarre (con l'utilizzo di appositi software) un gran numero di indirizzi e-mail, da usare o da rivendere.

Questi "professionisti" detti "spammer" si fanno pagare per inviare email pubblicitarie (� un metodo illegale naturalmente, ma molto redditizio). Ecco quindi che chi vuole contattare gente italiana per vendere prodotti, si rivolge a uno spammer e paga per inviare pubblicit� ad un numero di indirizzi che varia in base a quanto si � disposti a spendere.

Gli spammer lavorano su milioni di indirizzi per ogni nazione e se il prezzo � modesto si aggirer� intorno al 0,001 cent. per indirizzo. Per cui significa che lo spammer guadagner� con un solo click sul suo programma che invia l'email ad un tot di indirizzi ben 0,001 cent x (ad esempio) 100.000 indirizzi = 100 Euro. Ma gli indirizzi possono essere molti di pi�.

Per loro trovare indirizzi � molto facile con queste catene, esistono programmi che riescono ad estrarre da documenti di testo e pagine web, parole che seguono certi criteri. Per esempio, se chiedo al programma di estrarre da un'email copiata e incollata in un file .txt tutte le parole che contengono una '@' trover� un bell'elenco di indirizzi e-mail. Stesso discorso si pu� applicare a qualsiasi testo e pagina web.

Oltre allo spam che ti vuole vendere viagra, vini o farmaci di ogni tipo un'altro risvolto negativo che deriva dalla diffusione inutile dei nostri indirizzi � il phishing. Quante e-mail avete gi� ricevuto del tipo "Gentile utente, abbiamo subito un crash di sistema, la preghiamo di compilarci questo modulo di sotto per recuperare i suoi dati"? Magari si aggiunge il logo della banca per rendere pi� credibile la truffa e tutto e pronto.

Attenzione anche alle e-mail che ci arrivano "strane" dove c'� sempre scritto "se non vuoi ricevere pi� email clicca qui". Non � sempre vero. Ci� che c'� di vero � che con quel click confermiamo chi ci ha mandato questa e-mail indesiderata, che l'indirizzo � attivo e funzionante... e quel punto � l'inizio della fine. Riceverai posta spazzatura a tonnellate ed in pi� il tuo indirizzo aumenter� di prezzo. Se prima lo spammer ci guadagnava 0,001 cent per ogni email inviata adesso ci guadagna il doppio...

...e la legge sulla Privacy???
Se qualche destinatario della catena, privato a azienda che sia, vede il suo indirizzo veicolato in tal modo, senza essere interpellato preventivamente, potrebbe rivolgersi al Garante della Privacy e chiedervi i danni morali e materiali per aver divulgato il suo indirizzo senza autorizzazione (occhio che le sanzioni sono abbastanza pesanti).

Se la vostra casella continua ad essere bombardata da email indesiderate � possibile percorrere diverse strade. Dall'ufficio del Garante della Privacy fanno sapere che gli utenti possono segnalare il caso direttamente al Garante sempre dal sito del Garante potete scaricare il modulo del Modello di Istanza da compilare e inoltrare all'azienda che ha inviato l'email considerata spam per chiedere spiegazioni e/o la cancellazione al responsabile del trattamento dati.

Ma una cosa � certa, quando arriva la prima catena il nostro indirizzo email � destinato a ricevere per tutta la sua esistenza non solo altre catene ma anche posta indesiderata di tutti i tipi, quindi anche se non ve ne frega niente della vostra e-mail (magari usa e getta) abbiate almeno rispetto per gli altri. I vostri amici o parenti potrebbero essere i prossimi target. Se stai pensando di cambiare indirizzo e-mail tranquillo, tempo 15 giorni e qualche amico metter� di nuovo il tuo indirizzo in giro.

L'unico consiglio che vi posso dare � di cestinare qualsiasi catena vi arrivi, non preoccupatevi neanche di controllare se � vera, semplicemente cestinatela, e non dimenticate di vuotare il cestino...

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mercoled� 12 dicembre 2007

Wimax in Italia, le societ� potranno operare da gennaio 2008

Finalmente � stato pubblicato il bando di gara per l'assegnazione delle frequenze radio 3,4 -3,6 GHz, quelle su cui viagger� il segnale con la tecnologia WiMax. Lo si attendeva da qualche mese e onestamente non si � capito perch� abbia tardato tanto a essere ufficializzato, visto che rispecchia le indicazioni dettate dal documento stilato dall'Agcom nel maggio scorso. In sintesi il bando prevede che vengano concesse 35 licenze: 21 regionali (le province autonome di Trento e Bolzano corrono indipendenti) e 14 per macro regioni (2 licenze per 7 macro regioni).

Le licenze macroregionali potranno essere assegnate solo a societ� che, oltre ai mezzi per aggiudicarsele, dispongono gi� di "autorizzazioni generali per le reti e i servizi di comunicazione elettronica a uso pubblico" o almeno che possono "dimostrare la propria idoneit� tecnica e commerciale nel settore." Il che riduce sostanzialmente agli operatori telefonici gi� esistenti il diritto di partecipare.

Diverso il criterio di partecipazione per le licenze regionali, per le quali avranno diritto di prelazione quelle societ� che non dispongono di licenze Umts. E qui la gara potrebbe vedere partecipanti diversi dalle aziende tlc. Non � da escludere in tal senso la partecipazione delle Regioni, delle cosiddette utilities (le aziende che forniscono luce, acqua e gas) o del settore immobiliare (le abitazioni raggiunte da banda larga aumentano infatti il loro valore).

Le licenze hanno una durata di 15 anni e nessuno potr� aggiudicarsi pi� di una licenza per macroregione. Tra le garanzie richieste dal bando agli aggiudicatari anche "un particolare impegno nelle aree a digital divide", che se non rimarr� inatteso potrebbe lasciar sperare in un effettivo utilizzo del WiMax per connettere aree del Paese che al momento non possono godere della banda larga via cavo.

La base d'asta sar� di 45 milioni (vedi tariffario stilato dal ministero delle Comunicazioni), sar� interessante vedere come si comporteranno i partecipanti all'asta e quanto lieviteranno i prezzi.

Tra i commenti in rete si segnala un generale scetticismo. Le critiche pi� aspre provengono da Adiconsum e un sostanziale quanto isolato ottimismo viene espresso da Luca De Biase, editorialista del Sole24Ore. Mancano dal bando, come fa notare il guru dei network Stefano Quintarelli, indicazioni sulla gestione delle licenze e della rete che si verr� a creare: sar� obbligatorio concederla all'ingrosso, e se s� a un prezzo stabilito da chi? Infine non � ben chiaro se sulle frequenze assegnate gli operatori potranno erogare anche il WiMax mobile (802.16e) o meno.

Chi parteciper� alla gara dovr� presentare la propria offerta e verso met� gennaio dovrebbero essere aperte le buste e dichiarati i vincitori. Come la vicenda del bando ha per� dimostrato (rinvii su rinvii su rinvii) il condizionale � d'uopo. Come considerazioni finali va ricordato innanzitutto che il ministro Gentiloni, seppur con ritardo sul piano originario, � riuscito nell'arduo compito di liberare le frequenze prima attribuite al ministero della Difesa e di far partire la gara per l'assegnazione. Resta per� il rammarico e la frustrazione di essere arrivati per ultimi in Europa ad avere il WiMax.

Tratto da Visionpost.

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mercoled� 14 novembre 2007

Altroconsumo al TAR per modificare le aste WiMax

I legali di Altroconsumo, Carmelo Giurdanella e Guido Scorza, hanno presentato al TAR un atto in cui palesano delle forti perplessit� sulla legittimit� della Delibera approvata dall�Autorit� di regolamentazione del mercato delle telecomunicazioni in merito alla concessione delle licenze relative al WiMax.

I due avvocati contestano che alcune delle frequenze del WiMax avrebbero dovuto essere assegnate alle Pubbliche amministrazioni centrali e periferiche con l�obiettivo di ridurre o abbattere del tutto il problema del digital divide che affligge l�Italia e che in questo senso pone una distinzione tra cittadini di serie A e di serie B riguardo alla possibilit� di accesso alla fruizione dei media.

Viceversa la concessione delle licenze non agevola in alcun modo la pubblica amministrazione e lascia il campo a un mercato privo di regolamentazione che finisce per essere preda di logiche speculative.

Si sarebbero quanto meno dovuti imporre degli obblighi di copertura totale del territorio e, in maniera particolare, di quelle aree in condizioni di pi� grave assenza di copertura della banda larga, cosa che la Delibera non fa.

Il rischio � che la maggior parte delle frequenze WiMax possano finire nelle mani dell�ex monopolista e degli altri oligopolisti nel campo delle telecomunicazioni, gi� in possesso di tecnologie concorrenti del WiMax.

Proprio per questo i grandi provider potrebbero agire in modo da limitare la diffusione della nuova e innovativa tecnologia per non cannibalizzare le proprie offerte di servizi alternativi gi� diffuse sul mercato.

Tratto da Webmasterpoint.


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venerd� 9 novembre 2007

Telecom Italia non sar� costretta a vendere la rete

C'� tensione nella Ue sullo scorporo fra reti e servizi nelle Tlc. Alla fine sembra vincere la separazione funzionale (sul modello inglese) rispetto alla separazione della propriet� delle reti. Il commissario Ue all'Antitrust afferma che non � obbligatorio, ma Viviane Reding vuole incoraggiare la separazione funzionale delle reti di Tlc.

E fra i due litiganti, come � da tradizione, il terzo gode: Telecom Italia non sar� costretta a vendere la rete. La separazione potr� essere solo funzionale, sul modello inglese, dove appunto la separazione fra i fornitori di servizi e le reti � appunto funzionale.

Sar� questo il piatto forte dell'incontro in programma il 16 novembre fra il commissario Reding e il presidente dell'Agcom, Corrado Calabr�.

La Reuters ha tuttavia riportato di forti tensioni in ambito Ue su questo tema: gli esponenti del commissario Antitrust avrebbero sostenuto che queste misure possono rivelarsi pi� dannose che utili, in quanto rischiano di colpire gli investimenti nel settore, specialmente nelle nuove reti a banda larga.

Nonostante il parere negativo dei commissari alla concorrenza e all'industria, la roadmap della separazione funzionale sembra avviata: il s� definitivo dovrebbe arrivare il 13 novembre quando la Commissione Ue presenter� la sua proposta di riforma del settore.

Tratto da vnunet.it.

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sabato 20 ottobre 2007

Nuova Legge sui Blog e Siti sembra cadere

Dovr� essere approvata in Parlamento una incredibile proposta di legge di riforma dell'editoria pensata in Agosto da Riccardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e approvato integralmente il 12 ottobre da tutto il Consiglio dei Ministri, la quale prevede l'iscrizione al ROC, il pagamento di un bollo e di avere un giornalista al suo interno come editore responsabile.

Si tratta di un DDL di riforma dell'intero settore dell'editoria che inserisce anche delle gravissime limitazioni alla libert� di parola sul web, tanto che, come ha affermato Beppe Grillo nel suo blog, pochissimi siti in Italia potrebbero continuare ad esistere se questa legge venisse approvata in Parlamento .

Mentre in tutto il mondo il web 2.0 cresce, con le persone che online trovano la possibilit� di aggregarsi, scrivere i propri pensieri e scambiarsi opinioni, in Italia si va al contrario del resto delle altre nazioni, proponendo una norma che "...chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell�Autorit� delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro, a dotarsi di una societ� editrice e ad avere un giornalista iscritto all�albo come direttore responsabile."

Dopo il clamore suscitato ieri (ovviamente solo in Rete, stampa, radio e tv tradizionali non ne hanno neppure parlato), lo stesso Franco Levi butta acqua sul fuoco e visto che � un politico moderno e sa come usare Internet risponde direttamente al blog di Beppe Grillo che lo aveva accusato, in realt� altri siti come Punti-Informatico.it o i-dome.com avevano parlato della vicenda molto prima, ma nessun politico se ne era interessato.

Levi in una lunghissima risposta afferma tra l'altro che: "Con il provvedimento che tra pochi giorni iniziera� il suo cammino in Parlamento non intendiamo in alcun modo tappare la bocca a internet� provocare la fine della Rete. Non ne abbiamo il potere e, soprattutto, non ne abbiamo l�intenzione [....]
Ci occupiamo di editoria persuasi che, nel tempo in cui viviamo, un prodotto editoriale si definisca a partire dal suo contenuto (l�informazione), e non piu� dal mezzo (la carta) attraverso il quale esso viene diffuso. Vogliamo creare le condizioni di un mercato libero, aperto ed organizzato in modo efficiente.

Per questo, intendiamo, tra le altre cose, abolire la registrazione presso i Tribunali sino ad oggi obbligatoria per qualsiasi pubblicazione e sostituirla con l�unica e piu� semplice registrazione preso il Registro degli Operatori della Comunicazione (Roc) tenuto dall�Autorita� Garante per le Comunicazioni (AgCom)."

Tratto da Webmasterpoint.org.

Per approfondire la questione e sentire i rumors della Rete, vi lascio un po di link, qui potete firmare una petizione contro questa "Legge", questo � l'articolo del Grande Beppe Grillo, l'articolo di Punto Informatico, l'articolo di Master New Media e quello di Repubblica mentre questo � il Disegno Di Legge.

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gioved� 11 ottobre 2007

Faucet sospende i canali Mediaset

Come vi avevo anticipato nei post precedenti, Mediaset non vedeva di buon occhio quel comodissimo servizio fornito da Faucet.


Vi riporto il testo ufficiale dal Blog di Faucet:

"Il mese scorso Mediaset ci ha diffidato dall�utilizzare le loro trasmissioni televisive nell�ambito del Faucet PVR poich� sostiene che tale utilizzo sia lesivo dei loro diritti. Abbiamo risposto che non siamo d�accordo con tale affermazione in quanto siamo ragionevolmente sicuri che il videoregistratore (seppur virtuale) che noi vi forniamo non sia affatto dissimile dal vecchio VHS che avete a casa: la registrazione che voi vi programmate arriva solamente a voi, quindi � a tutti gli effetti una registrazione ad uso personale, chiaramente consentita dalla normativa applicabile (art. 71 sexies della legge sul diritto d�autore). Mediaset ci ha risposto ieri ribadendo la sua richiesta.

Purtroppo la tecnologia spesso viaggia molto pi� veloce di chi fa le leggi, e quindi quanto stiamo facendo pu� essere aperto a pi� interpretazioni diverse. Il risultato � che siamo costretti a sospendere la possibilit� di registrazione dei canali Mediaset, almeno fino a quando non sar� sufficientemente chiaro se la nostra interpretazione di �videoregistratore� sia pi� o meno corretta di quella di Mediaset. Ovviamente gli altri canali del PVR e tutti gli altri contenuti del sito continuano a rimanere accessibili.

Non possiamo fare a meno di pensare che vi venga negata una libert� chiaramente espressa dalla legge; quindi, se vorrete esprimere la vostra solidariet� (o contrariet�) a quanto stiamo facendo, vi invitiamo a scrivere direttamente a noi (diffidamedia@vcast.it) oppure a Mediaset (mediaset@mediaset.it), inviandocene copia per nostra conoscenza."

Ordinarylife mi ha segnalato un sito che ha lanciato una petizione interessante in merito: firmiamo.it/mediaset-contro-faucet

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mercoled� 3 ottobre 2007

Mediaset contro Faucet? Seconda parte

Molto pi� convincenti, e a mio modo di vedere risolutive, le anticipazioni che Bernardi ci ha fatto circa un sistema chiamato VHS 2.0 che Faucet sta sviluppando con la collaborazione di Leonardo Chiariglione nell�ambito di dmin.it.

In pratica ogni registrazione, che gi� oggi � autonoma per ogni utente, verr� crittata, protetta, offuscata con una chiave che permetter� la lettura del contenuto al solo utente che ha richiesto la registrazione.

In pratica VHS 2.0 � un sistema di DRM (aperto?) che render� virtualmente impossibile per chi ha richiesto una videoregistrazione usare la sua copia del video se non per uso personale.

Quindi Fauce con VHS 2.0 diventer� di fatto un servizio di videoregistrazione ad esclusivo uso personale, senza la possibilit� da parte degli utenti di usare o distribuire il contenuto ottenuto via Internet.

Ecco in questo caso credo che dire che Faucet distribuisce contenuti TV su un canale (Internet) per il quale non ha i diritti, diventer� molto pi� difficile da affermare. Con VHS 2.0 Faucet diventa un puro servizio di videoregistrazione remota, ad uso personale, che usa la Rete Internet per trasferire (e non distribuire) i risultati dei servizi richiesti (� come se io conservassi una copia del mio archivio video personale su un server in rete).

A me personalmente Faucet, e pi� in generale l�idea di avere un servizio di videoregistrazione online, piace molto. E� indiscutibilmente una evoluzione naturale del modo di fruire contenuti e servizi, un passaggio che prima o poi dovr� arrivare.

E� importante capire che in tutto questo dietro la parola Internet si �nascondono� diversi significati e che quindi distribuire � diverso da trasferire, che la Rete pu� essere considerata sia come un canale di distribuzione che come una sorgente di servizi.

E� evidente che siamo per� ai primissimi passaggi di quello che sar� un lungo e difficile confronto e che la battaglia verr� giocata soprattutto sulle diverse interpretazioni che � possibile dare al ruolo della Rete. Distinguere nettamente le destinazioni d�uso sar� probabilmente la soluzione e VHS 2.0 potrebbe essere davvero il modo per rendere definitivamente lecita la videoregistrazione online.

Non so quanto Mediaset conosca o abbia capito questa possibile evoluzione, ma di certo se Faucet proceder� rapidamente (ed in un modo trasparente ed aperto) con l�implementazione di VHS 2.0 credo avr� grandissimo possibilit� di farcela. Il dubbio �: ci sar� qualche tribunale italiano competente su questa materia?

Tratto da Tommaso.tessarolo.it.

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marted� 2 ottobre 2007

Mediaset contro Faucet? Prima parte

Internet � un canale di distribuzione, da considerarsi alla stregua di qualsiasi altro canale come il satellite, il dvb-h, l�analogico etc. Per questo distribuire dei contenuti video su Internet per i quali non si posseggano gli specifici diritti di distribuzione non � lecito.

Questo il senso del motivo per cui Mediaset avrebbe chiesto a Faucet di cessare l�erogazione del suo servizio. Intendiamoci Faucet non � l�unica sul mercato con questo tipo di servizio ma a lei � stata rivolta questa richiesta.

Bene, da una parte questa presunta azione mi porta ad essere contento perch� anche qui da noi si � finalmente arrivati a considerare Internet alla stregua di qualsiasi altro canale di distribuzione. Giusto.

E per me lo sapete � giusto anche il principio per cui non si pu� fare ci� che non si ha il diritto di fare. Possiamo e quasi sempre dobbiamo poi discutere sulla sensatezza di questi diritti, e qui credo siamo tutti d�accordo nel dire che le regole in gioco sono quanto meno discutibili.

Ad ogni modo non � questo il punto. Faucet porta in Italia una questione che negli USA si sta dibattendo da mesi, il caso Comcast: � lecito offrire un servizio di video registrazione remota?

Ovvero posso io avere il mio PVR (o video registratore digitale) in hosting da qualche parte sulla Rete, oppure debbo per forza avere il pezzo di ferro a casa.

Per capire quali siano le posizioni di Faucet vi invito a sentire (o risentire) l�intervista che ho fatto a fine luglio a Giorgio Bernardi, il CTO di Faucet. La posizione di fragilit� dell�iniziativa � ben chiara anche a Faucet che per� ha una posizione molto precisa: che equipara la video registrazione online a quella fatta con un video registratore comprato in leasing. In entrambi i casi chi registra non possiede lo strumento, usando quindi solo un servizio. In pi�, dice Fauce, il progetto non � a fini di lucro.

Fino a qui non credo che le posizioni di Faucet reggeranno molto perch� Mediaset contesterebbe la distribuzione sul canale Internet, ripeto considerato canale a tutti gli effetti, senza avere i diritti. Quindi dire che il servizio online � del tutto assimilabile ad un videoregistratore in leasing � probabilmente una testi che non risponde al tema della questione posta.



Tratto da Tommaso.tessarolo.it.

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luned� 1 ottobre 2007

La responsabilit� dei Blog non uguale alle testate giornalistiche

Il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni ha chiarito alcuni punti sulle responsabilit� dei blogger, indicando le linee a cui si ispira il Governo.

L'onorevole Silvio Crapolicchio dei Comunisti Italiani ha interpellato il Ministro Gentiloni citando il caso di un blogger condannato per diffamazione online, a causa di commenti offensivi presenti in un suo post.

Secondo il giudice l'autore del blog sarebbe equiparabile al direttore responsabile di una testata registrata.

Il Ministro ha anticipato che la nuova legge sull�editoria estender� la responsabilit� per i reati di diffamazione anche ai titolari di testate a livello elettronico, ma soltanto a quotidiani e periodici on line e non ai blog o ai siti generici.

"Le caratteristiche stesse della comunicazione telematica, la contemporaneit�, la velocit�, il numero dei commenti che vengono ospitati - ha spiegato Gentiloni - consentono molto difficilmente quel controllo che � tipico della carta stampata".

Inoltre, va giudicata "sanzionabile" la condotta degli "autori diretti" di eventuali scritti diffamatori, ma non la responsabilit� dei responsabili dei siti che, "comunque devono collaborare con le autorit� per colpire i reati pi� gravi, come la pedofilia".

Tratto da Webmasterpoint.org.

...quindi occhio, non scrivete parolacce nei commenti ;-)

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marted� 18 settembre 2007

Tassa fissa per titolari di partita IVA in studio dal Governo

Sembra sia in arrivo l'ennesima tassa a caso, questa volta una specie di "tassa di esistenza", un'imposta fissa e non un'aliquota proporzionata al reddito del contribuente, questo per circa 900.000 autonomi.

Si legge, su Il Sole 24 Ore, che il Fisco studia una semplificazione a tutto campo del prelievo e degli adempimenti che punta a coinvolgere almeno 900.000 titolari di partite Iva con ricavi fino a 30.000 euro.

Questo 'tributo minimo' sostitutivo di Irpef, Ires, Irap e Iva sarebbe versato annualmente anche a rate dai soggetti interessati nelle casse dello Stato, senza doversi imbattere nei calcoli per la determinazione dell'imponibile. Il meccanismo, che il Governo sta studiando con le associazioni degli autonomi, con tutta probabilit� trover� posto nella prossima Legge Finanziaria.

Il presidente Confesercenti Marco Venturi dice: �una semplificazione positiva perch� significa dare una prima certezza sulla quantit� delle imposte da pagare, pu� determinare un effetto di allungamento della sopravvivenza delle imprese ed aiutare a combattere la concorrenza sleale facilitando l�emersione dell�abusivismo commerciale�.

�Ma � solo un primo passo. Molte le cose che rimangono da fare a sostegno delle pmi: il superamento dello scontrino fiscale per tutti, l�esenzione delle imprese dal pagamento dell�Irap fino a 15mila euro, la riduzione dell�Iva sul turismo�.

Potrebbe essere senza dubbio positivo il fatto di non dover perdere intere giornate di lavoro per adempiere a tutti gli obblighi burocratici, resta da vedere quanto ci potr� "costare" tutta questa improvvisa libert�...

Io sono, esito? allora intanto pago, pago, non l'isola, le tasse...





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luned� 17 settembre 2007

Dall'Antitrust 7 milioni di multe in due anni

L'Autorit� Garante della Concorrenza e del Mercato dal 2005 ha comminato multe per oltre 7 milioni di euro.

I settori pi� sanzionati sono stati le telecomunicazioni, il turismo e settore benessere. l'Antitrust, proprio per combattere pubblicit� ingannevole e pratiche sleali, ha attivato una direzione ad hoc.

In una nota dell'Autorit� si legge:

"...in ottemperanza ai nuovi poteri conferiti dai due decreti legislativi in materia di tutela dei consumatori sar� attivata la nuova Direzione Pratiche Commerciali Sleali, i due provvedimenti recentemente approvati dal governo, che entreranno in vigore il prossimo 12 dicembre 2007 assegnano all'Autorit� maggiori poteri (possibilit� di agire d'ufficio anche con specifiche ispezioni e aumento delle sanzioni fino a 200.000 euro dalle attuali 100.000), permettendo agli uffici del Garante, una volta approvati i regolamenti interni, di effettuare interventi a favore dei consumatori pi� efficaci e rapidi."

"In due anni, dall'entrata in vigore nel 2005 della legge Giulietti, l'Autorit� Garante della Concorrenza e del Mercato si � occupata di 385 casi di pubblicit� ingannevole, riscontrando 344 violazioni, e ha comminato sanzioni per un totale di 7.729.500,00 euro, di cui 2.186.00 nel solo periodo gennaio-giugno 2007."

Ecco una sintesi dei settori pi� soggetti a pubblicit� ingannevoli secondo l'Antitrust:

TELECOMUNICAZIONI: "Ancora troppe pubblicit� ingannevoli nel settore della telefonia fissa e mobile, l'Autorit� ribadisce la necessit� che gli operatori predispongano messaggi completi e chiari." In particolare sono sotto accusa i costi mimetizzati, il livello tecnologico necessario per usufruire di alcuni servizi, le offerte cosiddette 'per sempre' e gli obblighi nascosti.

"...ingannevoli perch� in realt� � previsto un termine entro il quale il servizio, a quel prezzo, va utilizzato, L'Autorit� si occupata di 124 casi di pubblicit� ingannevole nelle telecomunicazioni nel periodo che va dal 2005 fino a giugno 2007 e ha comminato multe per 2.782.500 euro."

TURISMO: "Dal 2005 ad oggi, l'Autorit� � intervenuta diverse volte nel settore del turismo a seguito di segnalazioni da parte di singoli consumatori e associazioni. Le pronunce di ingannevolezza hanno riguardato principalmente messaggi su strutture alberghiere, villaggi turistici, centri benessere, tariffe aeree, crociere, pacchetti vacanze. Il mezzo pi� diffuso su cui appaiono i messaggi � Internet. La descrizione delle strutture sui rispettivi siti appare omissiva o completamente falsa, in ogni caso induce in errore il consumatore, che non ha elementi per valutare l'offerta o addirittura ha informazioni false. Il totale delle multe comminate dall'Autorit� nel settore turistico ammonta a 201.600 mila euro."

PRODOTTI DIMAGRANTI E PSEUDO FARMACI: "I messaggi condannati hanno in genere la caratteristica comune di proporre prodotti in grado di produrre effetti dimagranti o tonificanti senza bisogno di seguire delle diete o di svolgere attivit� fisica. Molti di questi messaggi pubblicitari omettono informazioni e possono indurre i consumatori a trascurare le normali regole di prudenza, con conseguente pericolo per la salute. L'Autorit� ha anche stabilito il principio che i consumatori con problemi di peso e cellulite si trovano in una situazione di particolare debolezza psicologica. Dunque sono consumatori deboli da tutelare con sanzioni pi� alte. L'Autorit� ha comminato sanzioni in ben 35 casi per oltre 1.140.000 euro per pubblicit� ingannevole di prodotti dimagranti, integratori alimentari e pseudo farmaci."

Le multe sono senza dubbio ingenti, anche se probabilmente i profitti per le aziende in questione sono stati sufficienti a coprire le "spese"...



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venerd� 14 settembre 2007

Lista nera delle aziende condannate per pubblicit� ingannevole

Dal 21 settembre prossimo sar� disponibile sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico la lista nera delle societ� che l'Antitrust ha multato per comportamenti scorretti.

Periodicamente, in quanto prevede il decreto legislativo n. 146 del 2 agosto 2007 con il quale il Governo ha recepito la direttiva comunitaria2005/29, l'Antitrust dovr� comunicare al Ministero le decisioni adottate.



Quest'ultimo, a sua volta, provveder� affinch� sul proprio sito siano disponibili:

a) le informazioni generali sulle procedure relative ai meccanismi di reclamo e ricorso disponibili in caso di controversie, nonch� sui codici di condotta adottati ai sensi dell'articolo 27-bis;

b) gli estremi delle autorit�, organizzazioni o associazioni presso le quali si possono ottenere ulteriori informazioni o assistenza;

c) gli estremi e la sintesi delle decisioni significative riguardo a controversie, comprese quelle adottate dagli organi di composizione extragiudiziale.

Tutti noi cittadini possiamo segnalare all'Autorit�, seguendo le istruzioni a questa pagina, la presunta pubblicit� ingannevole.

Non so quali siano i "tempi di risposta", ma almeno � uno strumento che permette di segnalare certi comportamenti un p� troppo "disinvolti", anche se mi domando, i dipendenti e dirigenti dell'Antitrust, non vedono la TV, o non leggono i giornali?



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venerd� 7 settembre 2007

8 settembre 2007, il V-Day

L'otto settembre � il giorno in cui si potr� votare per il "Parlamento Pulito", legge di iniziativa popolare voluta da Beppe Grillo che tanta risonanza e interesse ha scatenato nel mondo dei Blog, mentre i normali organi di stampa e i media in generale hanno quasi "dimenticato" di riportarla.



Grillo, che per la manifestazione sar� in Piazza Maggiore a Bologna, sulla sua pagina dedicata all'iniziativa scrive:

L'8 settembre sar� il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terr� sabato otto settembre nelle piazze d�Italia, per ricordare che dal 1943 non � cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi �culturali�. Il V-Day sar� un giorno di informazione e di partecipazione popolare.
Beppe Grillo

Vai nella piazza della tua citt� e firma anche tu per portare in Parlamento la legge popolare per ottenere:

1. NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI
No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento - Nessun cittadino italiano pu� candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale

2. DUE LEGISLATURE
No ai parlamentari di professione da venti e trent'anni in Parlamento - Nessun cittadino italiano pu� essere eletto in Parlamento per pi� di due legislature. La regola � valida retroattivamente

3. ELEZIONE DIRETTA
No ai parlamentari scelti dai segretari di partito - I candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta

A Bologna oltre a Beppe Grillo vi saranno:
Patrizia e Lino Aldrovandi, Alessandro Bergonzoni, Don Ciotti, Massimo Fini, Milena Gabanelli, Mauro Gallegati, Walter Ganapini, Peter Gomez, Sabina Guzzanti, I ragazzi di Locri, Norberto Lenzi, Massimo Majowiecki, Gianna Nannini, Maurizio Pallante, Gino Strada, Marco Travaglio.
Canteranno: Leo Pari, Metrical Division, Germano Bonaveri, Guido Foddis, Pau e Mac dei Negrita, Gli Skiantos.

L'evento sar� anche trasmesso in diretta sia su satellite che in streaming su Ecotv.it.

Sul sito del V-Day trovate maggiori informazioni, la mappa delle piazze e la possibilit� di iscriversi partecipando anche con il vostro avatar ;-)



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gioved� 6 settembre 2007

Proteste sul Forum di Aduc. Oscurata la pagina

Il celebre forum Cara ADUC, dedicato alle lamentele dei consumatori, ha subito una condanna per diffamazione del Tribunale di Palermo.

L'accusa � di aver ospitato la lettera di un utente che si lamentava del trattamento ricevuto in un'autofficina.

Secondo il giudice "non pu� dubitarsi che il contenuto complessivo della lettera, per la presenza delle modalit� espressive, risulta avere una propria intrinseca capacit� lesiva dal momento che esprime di per s� un preciso e suggestionante messaggio atto a suscitare fra i soggetti che accedono al sito il convincimento che gestisce la propria attivit� commerciale in modo totalmente scorretto e spregiudicato, imponendo, talvolta, ai propri clienti, tramite vere e proprie offese e/o minacce, il pagamento di un prezzo superiore rispetto a quello pattuito".

Secondo quanto dichiarato dal giudice si � dinanzi ad un caso di vera e propria diffamazione per la quale ADUC � ritenuta responsabile in quanto:

"sussiste l'obbligo da parte del gestore della pagina web di verificare le fonti informative con grande oculatezza, esaminandone con diligenza la attendibilit� e controllando e verificando i fatti espressi.

Lo stesso deve, inoltre, offrire la prova della cura posta negli accertamenti svolti per vincere dubbi ed incertezze prospettabili in ordine alla verit� della notizia".

Tratto da Webmasterpoint.org



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domenica 19 agosto 2007

Cina, il blitz antipirateria pi� grande del mondo, 2 miliardi di dollari

� forse la pi� imponente operazione antipirateria di tutti i tempi, quanto al giro d�affari movimentato dagli arrestati, quello messo a segno recentemente nel paese di Mao. Nel Guangdong, regione meridionale del gigante asiatico, all�esito di un�indagine investigativa durata diversi anni, gli inquirenti sono riusciti a mettere le mani su piu' di 55.000 copie di software contraffatte di qualita' avanzata, attribuite tutte alla medesima organizzazione criminale attiva nel sud della Cina e dedita ad una capillare opera di pirateria dei programmi protetti dal diritto d�autore, ed in primis della Microsoft.

Questi prodotti contraffatti sono stati confiscati dalla magistratura della repubblica popolare e dalle autorita' doganali che avrebbero portato a casa questo importante risultato anche grazie alle segnalazioni ricevute dai clienti e partner Microsoft. Ad ogni modo, ad onta dell�entusiasmo profuso, gli inquirenti ritengono che i 55.000 CD esaminati costituiscano meno del 1% delle milioni di copie contraffatte che si stima siano state prodotte e distribuite nei paesi di tutta Europa, Medio Oriente, Asia, Australia, USA e Canada. Comunque sono tutti convinti che a seguito di queste azioni sar� ragionevole attendersi una sensibile diminuzione del volume di software contraffatto nei paesi del mondo. Impressionante il volume d�affari del sodalizio dei �pirati� d�oriente.
L'associazione criminale sgominata, infatti, sarebbe stata la responsabile della fabbricazione e distribuzione di software Microsoft contraffatto del valore di oltre due miliardi di dollari.

Molti osservatori hanno ritenuto che l'investigazione svolta nei loro confronti sia in assoluto la piu' grande al mondo. L�indagine e' stata condotta da FBI e PSB (Public Security Bureau) Cinese. Microsoft e centinaia di suoi clienti, assieme a numerosi partner Microsoft, hanno aiutato questa operazione.

Questo il modus operandi della gang: l'organizzazione produceva e commercializzava illegalmente software Microsoft, componenti software e certificati di autenticita'. Il software contraffatto sarebbe stato rinvenuto in 27 paesi e in 5 continenti, e conteneva versioni falsificate di 13 dei prodotti Microsoft piu' popolari - incluso Windows Vista, Microsoft Office 2007, Office 2003, Windows XP e Windows Server. I prodotti contraffatti sono stati prodotti in almeno 8 lingue: croato, olandese, inglese, tedesco, coreano, spagnolo, cinese semplificato e�s�, avete indovinato, anche italiano.

Le forze dell'ordine e gli specialisti del settore hanno identificato numerose fabbriche coinvolte nella produzione di CD, punto di partenza dei prodotti Microsoft contraffatti che venivano venduti ad aziende e consumatori in tutto il mondo. Gongolanti le parole di Brad Smith, Senior Vice President e General Counsel di Microsoft: �Microsoft apprezza profondamente il lavoro del PSB nell'intraprendere una cosi' forte azione di polizia, con blitz e arresti avvenuti nel sud della Cina.

Questo caso rappresenta una pietra miliare nella lotta contro la pirateria software, governi, forze dell'ordine e aziende private hanno lavorato insieme con clienti e rivenditori di software per porre fine a questa associazione internazionale di contrabbando. Questo dovrebbe servire come monito per i contraffattori. Clienti di tutto il mondo stanno denunciando il fatto, governi e forze dell'ordine stanno facendo del loro meglio e le aziende private agiranno in modo deciso per proteggere la proprieta' intellettuale�.

E poi non dica pi� nessuno che la Cina non collabora nella lotta alla pirateria�se a qualcuno dovesse venire nuovamente di additare il gigante rosso come responsabile della crisi del copyright, questa operazione messa a segno dalle forze di Pechino servir� da monito e da riscatto.

Tratto da Antiphishing.



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sabato 11 agosto 2007

ADSL, danno esistenziale riconosciuto ad un utente italiano da un tribunale

Vi riporto un articolo tratto da consulentelegaleinformatico.it a cura dell'Avv. Valentina Frediani

Anche la cattiva installazione di un modem pu� trovarsi alla base di una sentenza di condanna al risarcimento di danni di tipo esistenziale. Con una recente pronuncia, il Giudice di Pace di Catanzaro ha stabilito la responsabilit� di Telecom Italia spa per aver cagionato ad un utente uno stress che si � ripercosso anche nella sua vita di relazione; causa dello stress: non aver somministrato adeguatamente dei servizi.

Vediamo nello specifico cosa � successo.
Nel dicembre 2002 un utente attivava un servizio ADSL "Alice Time" con cessazione di una pregressa linea ISDN. Qualche mese pi� tardi il servizio veniva disattivato senza alcuna fondata giustificazione. Nonostante le numerose richieste di intervento da parte dell'utente, la mancata somministrazione del servizio si protraeva, perdendosi le segnalazioni nei meandri dei call center. L'impavido utente, snervato, procedeva contro Telecom lamentando sia danni economici che il suddetto danno esistenziale.

Su quest'ultimo, il Giudice chiamato a decidere stabiliva la violazione di alcune norme da parte di Telecom. Anzitutto rilevava come prima violazione quella relativa ai diritti del consumatore che sottoscrive un servizio a distanza: la normativa vigente all'epoca della lamentata violazione era il decreto legislativo n. 185/1999, ereditato da una direttiva europea, e recante le disposizioni in materia di protezione dei consumatori nei contratti a distanza. Normativa nei contenuti comunque valida anche oggi, essendo stata traghettata nel vigente Codice del Consumatore. Secondo il Giudice, Telecom ha violato dei principi posti a tutela del consumatore finale (soggetto che fa un uso del servizio per scopi personali e non professionali): � vietato difatti fornire beni o servizi al consumatore in mancanza di una sua previa ordinazione nel caso in cui la fornitura comporti una richiesta di pagamento; parimenti il consumatore non � tenuto ad alcuna prestazione corrispettiva in caso di fornitura non richiesta ed in ogni caso, la mancata risposta non significa consenso. Nei fatti accaduti tra l'utente e Telecom, quest'ultima non provvedeva a raccogliere la disdetta presentata dall'utente a suo tempo, incorrendo nella violazione dell'art. 12, avendo Telecom assunta una condotta di ostacolo all'esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore.

Secondariamente, il gestore telefonico poneva in essere violazioni di circolari diffuse dall'Autorit� per le Garanzie nelle comunicazioni, proprio dirette alla tutela della posizione minoritaria del consumatore, ed impositive dell'obbligo di trasparenza nella comunicazione delle condizioni contrattuali.

L'utente durante la fase processuale istruttoria aveva provato lo stress provocatogli durante il periodo di mancata somministrazione, pur non potendo fornire elementi oggettivi sulla quantificazione del danno subito. Il Giudice riconoscendo il danno esistenziale, pur non quantificabile nell'esatto ammontare, ha applicato il principio di cui all'art. 1226 del codice civile, secondo cui qualora il danno non possa essere provato nel suo preciso ammontare, � liquidato dal giudice con valutazione equitativa.

Telecom si � trovata cos� a dover risarcire 500 euro all'utente ed a sostenere i costi del giudizio.
Che la sentenza apra le porte ad una azione allargata da parte dei consumatori?

Qui potete leggere il testo della sentenza.



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sabato 4 agosto 2007

Bollette a parte per i "sovrapprezzo" telefonici

Un conto separato per il pagamento dei servizi "sovrapprezzo", come maghi, loghi e suonerie, ma anche un codice Pin per bloccare i "dialers" che si autoinstallano nei computer durante la navigazione sulla Rete: sono alcune delle misure adottate dall'Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni per tutelare gli utenti da bollette troppo salate.

Per limitare le intrusioni di operatori, i cosiddetti "dialers", che potrebbero autoinstallarsi nei pc durante la connessione a Internet anche a nostra insaputa, il Garante chiede agli operatori telefonici di attivare gratuitamente un sistema di "sbarramento delle chiamate in uscita", sia in modo permanente che con un codice Pin.

I consumatori potranno inoltre ricevere una bolletta separata per il pagamento dei servizi a sovrapprezzo, come ad esempio loghi e suonerie o cartomanzia, e un avviso telefonico in caso di traffico anomalo.

Il provvedimento, che tiene conto delle sollecitazioni delle associazioni dei consumatori, prevede anche una maggiore trasparenza nelle fatture, e sarebbe veramente ora, una modalit� rapida per disattivare gli abbonamenti a servizi a sovrapprezzo, con una telefonata a un numero di assistenza clienti del proprio operatore e la rateizzazione in caso la fatturazione sia tardiva.

Gli operatori della telefonia dovranno adeguarsi alle nuove disposizioni entro 120 giorni. In base al decreto Bersani, l'Autorit� ha inoltre diffidato gli operatori mobili affinch� riconoscano agli utenti la restituzione del credito residuo in caso di recesso o la portabilit� del credito se l'utenza viene trasferita ad altro operatore. Le compagnie che non si adegueranno entro 45 giorni dalla diffida rischiano sanzioni, ricorda l'Agcom.

Pecato che le sanzioni siano ben poca cosa rispetto agli intriti generati da comportameti un p� troppo disinvolti da parte di quasi tutti gli operatori...



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marted� 31 luglio 2007

Skype ha violato la licenza per il software libero

La notizia era nell'aria da parecchi giorni, Skype v�ola la GNU General Public License (GPL), la licenza per il software libero.

Lo ha stabilito il tribunale regionale di Monaco, Germania. Una decisione che, sicuramente, influenzer� le future decisioni delle aziende che vogliono utilizzare licenze Gpl.

Skype, in particolare, non � risultata colpevole per quel che riguarda il software che distribuisce gratuitamente, quando per la messa in commercio di un telefono VoIP, lo SMCWSKP100, nel cui firmware � presente il kernel Linux.




La societ� di telefonia via internet, infatti, non ha rispettato le regole di commercio di prodotti sotto licenza Gpl (pur tentando in qualche modo di rispettare le regole) e cos� sar� probabilmente condannata a pagare una multa e, in futuro, ad attenersi scrupolosamente alle leggi.

La licenza Gpl d� la possibilit� alle aziende di distribuire il codice sorgente dei propri prodotti su internet (separatamente, quindi, dai prodotti) ma solo a certe condizioni, tra cui il fatto che il compratore dovrebbe ricevere il testo della licenza insieme al prodotto).

La corte regionale di Monaco ha sentenziato contro Skype, anche se l'azienda � di propriet� di una societ� estera.

Al centro della contesa non c'� tanto il software Skype quanto il telefono VoIP SMCWSKP 100 commercializzato da Skype sul suo sito Web.

Secondo il magazine Golem, il telefono non � stato venduto insieme ai sorgenti di Linux come prescritto dalla licenza, pur servendosi del sistema operativo gratuito.

La sentenza non bloccher� Skype e nemmeno impedir� la commercializzazione del telefono. Skype dovr� soltanto mettere a disposizione dei clienti un supplemento che faccia riferimento al software GPL e fornisca un URL al quale si possono trovare i codici sorgente.






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sabato 28 luglio 2007

Abbonamento gratuito per 2 mesi e due regali

Altroconsumo ha prolungato la sua offerta di prova gratuita per due mesi.

Testato e consigliatissimo...!!

Abbonamento gratuito alle sue riviste per 2 mesi, un lettore DVD portatile + una radiosveglia multifunzione in regalo e tutti coloro che aderiscono all�offerta hanno diritto ad una serie di servizi e vantaggi senza alcun vincolo di mantenere lo status di Socio Altroconsumo al di l� del periodo di prova, il tutto senza pagare nemmeno le spese di consegna dei 2 regali.



In sintesi, chi aderisce ha diritto a:

A) 1 lettore DVD portatile + 1 radiosveglia multifunzione dall�originale design;

B) le riviste Altroconsumo (mensile) e Soldi&Diritti (bimestrale) gratuitamente per 2 mesi;

C) beneficiare gratuitamente, per 2 mesi, di tutti i servizi e i vantaggi riservati ai Soci Altroconsumo (consulenze telefoniche gratuite, tutela giuridica, tessera socio, sconti presso numerosi negozi convenzionati, l�accesso completo all'area riservata del sito www.altroconsumo.it).

Una volta registrati � possibile consultare il vasto archivio di articoli e inchieste che ha svolto Altroconsumo e scaricarle sul proprio PC per poterle consultare e stampare.

Per maggiori informazioni o aderire alla campagna di abbonamento gratuito e ricevere i due regali, potete andare sulla pagina dedicata all'iniziativa.






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luned� 23 luglio 2007

Il credito residuo su cellulari se si cambia operatore deve essere risarcito

Il credito residuo su cellulari con carte prepagate non scade. L'AgCom afferma che non ha data di scadenza il residuo delle prepagate.

Le Linee guida esplicative adottate dalla Direzione Tutela dei Consumatori dell'Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni in applicazione della legge Bersani sono cos� sintetizzate: riconoscimento del credito residuo per le carte prepagate dei telefonini e di altri servizi e sua trasferibilit�; specifiche tutele in caso di recesso per gli utenti dei servizi di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche.

Riguardo al 'credito residuo', la legge prevede che gli operatori non possano stabilire un limite temporale massimo per l'utilizzo del traffico o del servizio acquistati.

Pertanto le linee guida confermano inequivocabilmente il diritto degli utenti alla restituzione del credito residuo e alla sua trasferibilit� in caso di passaggio ad altro operatore con portabilit�' del numero telefonico.

Gli uffici dell'Agcom chiederanno agli operatori di dimostrare dettagliatamente che le spese per il recesso e per il trasferimento, ove sussistenti, siano riconducibili esclusivamente ad attivita' strettamente necessarie per l'attuazione della richiesta inoltrata dall'utente.

La facolta' di recesso (con l'eventuale trasferimento delle utenze telefoniche) puo' essere esercitata dall'utente in qualunque momento, con un preavviso massimo di soli 30 giorni.

Un'apposita Unit� di vigilanza dell'AgCom, coordinata dalla Direzione Tutela dei Consumatori, vigiler� sull'applicazione delle disposizioni della legge Bersani.

Tratto da Vnunet.it






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marted� 17 luglio 2007

Adusbef e Federconsumatori: denunciano pubblicit� ingannevole di 3

La Littizzetto, facendo la parodia della Hilton, reclamizza H3G e promette di conversare a 5 �cent al minuto, mentre in realt� ci vogliono 3 volte tanto, 15 �cent al minuto

Lo spot del quarto gestore di telefonia mobile H3G, in onda su tutte le reti Tv ad ogni ora del giorno e della notte, con Luciana Littizzetto protagonista, contiene un grave inganno che produce danno notevole ai consumatori, per questo deve essere immediatamente ritirato.

E� la richiesta effettuata da Adusbef e Federconsumatori all�Istituto di Autodisciplina pubblicitaria ed all�ufficio Antitrust della pubblicit� ingannevole.

La promessa dello spot di poter parlare a 5 centesimi al minuto verso tutti i numeri nazionali, di rete fissa o mobile, non � reso possibile dal meccanismo di tariffazione a scatti anticipati di 3 minuti, che comporta una spesa minima per ogni telefonata, anche se di pochi secondi, ad un prezzo di 15 centesimi a fronte dei 5 promessi.

Tale fondamentale avvertenza, idonea a snaturare la convenienza dell�offerta evidenziata, � affidata ad un impercettibile super scorrimento dell�immagine, del tutto insufficiente a consentire un�agevole ed immediata percezione dei costi effettivi.

Vengono taciute o comunque rese impercettibili ulteriori condizioni limitative dell�offerta,quale l�esistenza di una soglia massima di minuti, al superamento della qulae si applicher� una diversa e ben pi� onerosa tariffa, pari a 15 centesimi al minuto, invece dei 5 promessi, che prevede anche lo scatto alla risposta pari a 16 centesimi di euro al minuto.

Inoltre la reclame dello spot che promette di praticare uno sconto di 100 euro, sul modello di telefonino (LG U970), non � concretizzato per l�indisponibilit� dello stesso nei punti vendita e l�impossibilit� di acquistarlo.

Dopo il decreto Bersani che ha abolito i costi di ricarica dei telefonini, un pedaggio feudale presente solo in Italia, molti gestori si ingegnano a recuperare i 2 miliardi di euro,con tecniche di tariffazioni cos� ingannevoli e fraudolente dei consumatori, che rende necessaria una intensificazione delle denunce a carico dei �furbetti dei telefonini�, che vorrebbero far rientrare dalla finestra cio� che � uscito dalla porta.

Adusbef e Federconsumatori si aspettano che venga ritirato, con provvedimento d�urgenza, lo spot della brava attrice, che sta spopolando su tutti i mezzi di informazione procurando grave nocumento ai consumatori ed utenti dei servizi telefonici.

Elio Lannutti (Adusbef) � Rosario Trefiletti (Federconsumatori).





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luned� 16 luglio 2007

Bonus per acquistare computer e rottamazione vecchi televisori: agevolazioni dal Governo

E' iniziata la votazione del DDL Gentiloni sulle Legge Gasparri che, tra le altre, prevede degli incentivi per la rottamazione dei vecchi televisori, al fine di favorire lo sviluppo del digitale terrestre.

Giuseppe Giuglietti, esperto del Governo in materia di televisioni, ha sottolineato a Radio Radicale la necessit� "di favorire nei prossimi mesi il passaggio al digitale attraverso la rottamazione dei vecchi televisori, per incentivare l'acquisto dei nuovi".

Oltre a questo, sono stati reintrodotti gli incentivi per l'acquisto dei personal computer.

L'acquisto deve riguardare un pc nuovo di fabbrica dotato della certificazione di qualit� ISO 9001.2, della certificazione rilasciata dal produttore ovvero dal distributore del sistema operativo, per il sistema pre-installato, del certificato di garanzia e assistenza tecnica.

Inoltre dev'essere costituito almeno dai seguenti elementi: unit� centrale, unit� disco rigido interno, sistema operativo, predisposizione per l'accesso a Internet (modem o scheda di rete).

Per ottenere lo sconto, bisogna rivolgersi a un rivenditore che aderisce all'iniziativa, esibendo il codice fiscale o la tessera sanitaria e un documento di riconoscimento e indicando i dati del datore di lavoro.





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